Su incarico di Maria Luigia, moglie di Napoleone, duchessa di Parma e Piacenza, Lorenzo Molossi fu invitato a redigere il Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla (1832-1834).

Da economista e geografo, doveva descrivere la situazione dell’economia, delle infrastrutture e della società del Ducato, riportando non solo i dati statistici, ma anche le bellezze artistico-paesaggistiche, le tradizioni e i costumi.

È un vocabolario perché i comuni e i comunelli sono in ordine alfabetico.

Alla voce Rivalta, definita “la villeggiatura tra le più belle del piacentino…visitata da S.M. la regnante sovrana Maria Luigia nel dì 6 luglio 1831″, nell’elenco delle principali produzioni scrive: “sono assai stimati i fichi di Rivalta“.

Un “must”

Il mix di terreno, clima e tradizione ha permesso la diffusione di questo dolce frutto, che in realtà è un’ infruttescenza, cioè un insieme di frutti. Facile da coltivare, infatti non presenta particolari necessità ed esigenze, era un “must” avere una o più piante di fichi vicino casa, ed ancora oggi si notano attorno le case contadine di un tempo.

La pianta di fico è una di quelle che può vantare le origini più antiche ed è arrivata nell’area Mediterranea proveniente dal Medio Oriente, in particolare Turchia, Siria e Arabia. Garantisce due produzioni: in primavera e in estate.

I frutti freschi sono ricchi di calcio e ferro, hanno altissime concentrazioni di potassio e tracce di vitamina A. Questa combinazione li rende dei buoni remineralizzanti. Sono anche un ottima fonte di energia, per l’alto contenuto di zuccheri facilmente assimilabili.


La raccolta estiva di agosto-settembre è sicuramente la più abbondante e così, in questo periodo dell’anno, il fico è il frutto protagonista di varie degustazioni.


Spazio alla creativitA’

Classica è la lavorazione da porre in dispensa di marmellata-confettura-confettura extra, in base alla percentuale di frutta adoperata, rispettivamente 20%-30%-45%. Se la descrizione teorica delle presunte differenze non vi ha convinto, non vi resta che assaggiarle per capire sul vostro palato la differenza.

Lo sapevate che i fichi si sposano benissimo con i formaggi? Tra quelli che ne esaltano al meglio il sapore val la pena citare il morbido caprino e il brie.

Stanno benissimo anche con il cioccolato.

Fichi gratinati ?.. due idee: salati riempiti con speck o formaggi, dolci spalmati con burro e zucchero. In entrambi i casi tagliateli a metà e passateli in forno ben caldo con funzione grill attivata.

Coppa-Pancetta-Salame DOP piacentini, prosciutto crudo, l’immancabile gnocco fritto & la composta di fichi sono un ottimo antipasto, ma anche l’idea perfetta per una cena veloce o un aperitivo domestico tra amici.

salumi e gnocco fritto


Nella composta si fa bollire la frutta a pezzi o intera in uno sciroppo di zucchero finché il composto non abbia raggiunto una densità tale da assicurarne la conservazione per un breve periodo, inferiore a quello di marmellate e confetture. In genere si serve come dessert.

Se amate i fichi in tutti i modi precedenti…Sicuramente li troverete ottimi anche da soli!

I fichi di Rivalta Trebbia, già famosi all’epoca di Maria Luigia d’Austria, sovrana del Ducato di Parma e Piacenza, che visitò l’area il 6 luglio 1831.