Nel territorio di Rivalta Trebbia non mancano i mistadelli: edicolette, piccoli oratori, cappelle votive; quelle autonome strutture esterne, a cella semplice, absidate con portico anteriore, molto diffuse tra il XV e il XVII secolo nel territorio tra Emilia, Toscana e Liguria.

Sono testimoni di devozione, di omaggio alla tradizione e di richiesta di protezione sacrale per gli abitanti, il loro lavoro o per i terreni.

Micro luoghi di devozione, i mistadelli legano il paesaggio e gli abitanti, ma l’occhio distratto dalla velocità non li considera. Se curiosità e devozione spingevano a fermarsi anche solo per un attimo, oggi solo chi si muove con calma può apprezzarli.

Si costruivano lungo la via principale o poco distante, e così anche i mistadelli di Rivalta Trebbia.

Canneto Sotto

A Canneto Sotto, il mistadello di S. Rocco fu costruito nel 1600, dopo una pestilenza. Dedicato al santo più invocato dal Medioevo, come protettore dal terribile flagello della peste.

E’ inserito nel muro di cinta di un’abitazione, con una struttura a parallelepipedo allungato con la sommità a doppio spiovente, in mattoni a vista.

L’interno completamente affrescato rappresenta l’immagine della Madonna con il Bambino, poco più sopra la scritta: “Salvami il popol mio per cui ti chieggo grazia/ Ester VII. 5

Nelle specchiature laterali raffigurati S.Rocco, protettore degli appestati, e S.Ubaldo protettore degli idrofobi. Canneto Sotto è sul terrazzamento fluviale del Trebbia, e la paura di acque profonde in generale, ma anche dell’annegamento era possibile.

Canneto Sopra

In simmetria rispetto alla via principale, a Canneto Sopra l’Oratorio di San Francesco, ora di S.M.Ausiliatrice.

E’ ancora aperto al pubblico. Voluto durante la peste nel 1600, se ne ha notizia da un testamento di tali Bartolomeo e Giovanni Volpini del 1630, in cui dispongono un lascito per costruire un Oratorio (che già esisteva). Fu ancora restaurato dopo il 1862, ricostruito e benedetto nel 1754. L’ultimo restauro è stato fatto dall’attuale proprietario Edoardo Cappucciati.

La facciata è a capanna, con due lesene laterali e un rosone sopra l’ingresso, mentre all’interno coperto a volta, sopra l’altare una nicchia contiene la statua della Madonna del XVII secolo.

Oggi è dedicato alla Vergine forse in ricordo della statua ritrovata sull’altare.

Madonna del Ponte

L’Oratorio della Madonna del Ponte o di san Filippo, il più antico di tutto il territorio comunale, risalente alla fine del XVI secolo, è sulla via principale, appena fuori dal perimetro murato, alla base della rampa d’accesso al borgo del Castello di Rivalta, e non è aperto al pubblico. Costruito nel 1500, su pianta ottagonale, è in muratura di mattoni faccia-vista con lesene angolari e cornice di coronamento. L’interno, di impianto settecentesco, contiene una nicchia barocca con l’altare. Deve il nome al ponte che era presente, come testimonia l’avvallamento nelle vicinanze a protezione del castello. Restaurato nel 1940.

 

Pieve di Tuna

Sempre sulla via principale, l’edicola della Madonna col bambino. Questa struttura architettonica, che orna e protegge l’immagine sacra, celebra la figura della Madre.

Due epigrafi permettono a chi sosta di riflettere sulla maternità.

La preghiera in latino dedicata a Maria:

“Ave, Maria, grátia plena,
Dóminus tecum.
Benedícta tu in muliéribus,
et benedíctus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta María, Mater Dei,
ora pro nobis peccatóribus,
nunc et in hora mortis nostrae. Amen”.

 

Il ricordo di una mamma esemplare da parte di un gruppo di mamme:

“In ricordo di Margherita Taina in Dotti, madre tenera e forte, guida saggia per i suoi figli, donna di grande fede e religiosità, costruttrice di pace, ha sfidato la vita, seminando entusiasmo, fede e amore; ha benedetto il dolore perché sapeva che avrebbe reso la sua vita utile anche se umile, feconda anche se oscura. Dal tuo pezzo di cielo Marghe dona ai tuoi cari e a tutti una scintilla divina che ci indichi la via del cielo”.

 

 

 

L’edicola si trova nell’area attrezzata con giochi per i bambini e tavoli in pietra, presso la chiesa di Tuna, frazione annessa a Rivalta Trebbia lungo la via principale.

Ben inserita nell’area verde, offre un invitante spazio di tranquillità, pur essendo poco distante dalla via.

Un micro luogo di devozione che, insieme agli altri e in pochi chilometri, racconta quella forma d’arte e di storia più nascosta, ma carica di vita.

 

In terreni o abitazioni private: Ex Oratorio di San Domenico in Soriano (sconsacrato, ora adibito ad abitazione privata in Loc. Corte dei Villa), Oratorio della Madonna del Bosco (visitabile, nelle vicinanze del Bosco di Croara), Oratorio di Sant’Isidoro (non accessibile, in Loc. Boriacchina), Mistadello dedicato alla Madonna di Lourdes (visitabile, in Loc. Pretta di Rivalta).