Marca da Bollo (1964)

Marca da Bollo (1964)

Le carte piacentine sono indubbiamente tra le più belle e riconoscibili carte da gioco italiane e rappresentano, assieme alle napoletane, il tipo di mazzo di carte da gioco più diffuso e conosciuto d’Italia. La notevole ricchezza di dettagli abbinata all’alta riconoscibilità e leggibilità di semi e punti, fanno delle Piacentine il mazzo da gioco d’eccellenza nella pratica di numerosi giochi tradizionali: Scopa, Briscola, Tressette, …

Il mazzo è composto di 40 cartea figure doppie” o specchiate, a differenza di quelli “a figure intere” in cui la maggior parte delle carte figurate vengono rappresentate nella loro interezza (sedute o in piedi).

Le carte piacentine vengono anche definite “in stile latino” (a figure spagnole) nel quale i 4 semi convenzionalmente adottati sono: Bastoni, Coppe, Denari e Spade.

Tra le carte più distintive del mazzo, l’asso di denari (detto localmente “Polla”), che raffigura un’enorme aquila coronata, sul cui ventre, fino al 1972, venne apposto il bollo d’imposta per il pagamento dell’imposta statale sulle carte da gioco. Nella prima metà dell’800 il bollo d’imposta si poneva sul quattro di denari e la “Polla” recava al centro una moneta e, solo successivamente, al centro del quattro di denari venne inserito lo stemma della città del fabbricante.

Tris di Fanti

Tris di Fanti

L’innovazione successiva fu quella delle figure simmetriche o a “due teste”, introdotte nella prima metà del ‘900, in modo che il giocatore non fosse tentato di capovolgere la carta per averla dritta, dato che questo poteva dare indicazioni agli altri giocatori di quali carte avesse in mano.

Le figure rappresentate sulle carte hanno attraversato molti cambiamenti nel loro aspetto nel corso dei secoli; spesso si utilizzavano eroi o personaggi storici: Alessandro Magno, Giulio Cesare, Carlo Magno, Re Davide, ecc.

In passato le carte venivano fatte tutte in modo artigianale con tecniche e produzioni limitate; fu così che intorno al 1480, dalla Francia, vennero introdotti in tutta europa i semi a segni francesi (Cuori, Quadri, Picche e Fiori), come derivazione di quelli tedeschi, più facili ed economici da riprodurre.

Le Piacentine assumono il loro aspetto attuale durante il XIX° secolo. Ridisegnate in città, dopo essere state importate in Italia dalle truppe francesi che al tempo le usavano per giocare ad Aluette, un gioco di carte di lontana origine spagnola che si affermò prevalentemente nella Francia del periodo rinascimentale.

Carte Piacentine
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Produttori storici

  • Dal Negro: le sue origini risalgono al 1756, era una fabbrica di carte da gioco, di proprietà austriaca situata nella città di Treviso. Fu rilevata nel 1928 dalla famiglia Dal Negro. Per decenni ebbe diverse sedi nel comune di Treviso, prima di arrivare nel 2002 nella nuova sede di Carbonera, nel trevigiano.
  • Bertola: la litografia Bertola fu fondata a Piacenza, nel 1857, dai fratelli Luigi, Gaetano e Pietro Bertola. Ebbe sede in Via Diritta, 91 (attuale Via XX Settembre). La loro produzione fu caratterizzata soprattutto da litografie, cromolitografie, con applicazione di fototipie, per le quali fece un’agguerrita concorrenza alla conterranea Litoleografia San Giuseppe di Modena. Nel 1905 lo stabilimento fu ceduto a Dante Foroni. Le sue tracce si perdono agli inizi del primo dopoguerra.
  • Modiano: l’azienda fu fondata nel 1868 a Trieste da Saul David Modiano, un commerciante nativo di Salonicco, che decise di avviarla per la produzione di cartine da sigaretta. In seguito alla notorietà acquisita, nel 1884 fu aggiunta una litografia specializzata in riproduzioni artistiche e carte da gioco, che in breve tempo si affermò a livello mondiale. Nei primi anni del XX° secolo l’azienda si distinse anche per la realizzazione artistica di cartelloni pubblicitari.

Giochi tradizionali

* entrambi utilizzano una serie di segni convenzionali utili a segnalare il proprio gioco al compagno di squadra: serrare le labbra (asso), storcere la bocca (tre), alzare gli occhi (re), alzare una spalla (cavallo), mostrare la lingua (fante), alzare le spalle (gioco debole), strizzare un occhio (gioco di briscola), etc.

Assi Pontolliesi

Le carte “Pontolliesi”

Coppa, Salame, Pancetta e Gutturnio questi i 4 semi delle carte celebrative ideate per promuovere alcuni dei prodotti simbolo del territorio e “sostenere” il turista enogastronomico lungo la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini.

Questa recente rivisitazione delle Piacentine, in chiave culinaria, arriva direttamente dal comune di Ponte dell’Olio, in Provincia di Piacenza.

Il mazzo di carte è disponibile in tutti i bar del paese e presso il tradizionale Torneo di Briscola DOP, durante l’annuale Fiera della Pancetta Piacentina, il cui simbolo è proprio l’Asso di Pancetta (o Polla “Pancettata”).

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